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Archive for luglio 2012

Café Africa

Una missione italiana al seguito del Ministro Terzi ha potuto visitare il Mozambico, Paese in cui si aprono importanti prospettive nel settore delle costruzioni, energia, filiera agroalimentare, grazie alle ingenti risorse di un Paese su cui l’Italia ha sempre investito anche negli anni più difficili. Alcune grandi imprese italiane hanno già iniziato a operare con successo nel Paese, ora la sfida è di allargare il campo anche alle PMI.

La missione imprenditoriale a Maputo guidata in maggio dal Ministro Terzi indica un’importante accelerazione dei rapporti con un Paese africano su cui l’Italia ha investito molto, fin dagli inizi dell’indipendenza, negli anni ’70, in termini di cooperazione e di sostegno al processo di pacificazione e di consolidamento delle istituzioni e che ora sta emergendo come uno dei Paesi africani più dinamici, grazie anche alle ingenti risorse nel campo dell’energia (gas naturale, carbone ad altissimo tenore, minerali, energia idroelettrica) del settore agricolo e ittico e…

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Fumettologicamente

Repubblica, 21 luglio 2012. L’inviato Angelo Aquaro scrive sulla tragica sparatoria vicino a Denver, durante una prima del nuovo film di Batman. UPDATE:  il pdf della pagina completa di Repubblica (grazie a Quad).

ADESSO che tutto il mondo sa che l’ orrore ha davvero la maschera di Batman, il vendicatore buono che ieri la follia malata di un fuoricorso ventiquattrenne in neuroscienze, James Holmes […]

è arrivato facendosi strada nel suo giubbotto antiproiettile al lancio di lacrimogeni: e poi cominciando a sparare impassibile. «È orribile» dice adesso Neil Gaiman, che non è un testimone scampato al massacro: è il papà di Batman, e forse anche della follia di un fuoricorso di neuroscienze che ha macchiato di sangue perfino il sogno dei supereroi.

Questa piccola perla di disinformazione sul fumetto l’ho notata ieri grazie a un tweet di @Zeropregi, che ha anche scattato una foto dell’articolo (a questa ne sono…

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Il film

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Gianni Bauce è prima di tutto un amico e poi un viaggiatore esperto, mi fa piacere dare spazio al suo nuovo romanzo ambientato in Mozambico.

NOTE SULL’AUTORE

Gianni Bauce vive tra Torino e Harare e viaggia attraverso l’Africa Australe dai primi anni ’90. Guida professionista accreditata alla Field Guides Association of Southern Africa ed esperto di serpenti, conduce safari attraverso l’Africa, dall’Atlantico all’Oceano Indiano e dal Capo di Buona Speranza fino al confine con le foreste meridionali del Congo ( http://www.african-path.it ). Per la Polaris è anche autore delle guide “Botswana e Zimbabwe, l’ultima frontiera dell’Africa selvaggia” e “Mozambico, un nuovo antico paese”; appassionato di fotografia, ha collaborato a numerosi documentari naturalistici.

Autore: Gianni Bauce

Titolo: Sozinho -Viaggio in Mozambico

Pagg.: 304

Prezzo: 13 euro

Collana: Per le vie del mondo

Uscita: Luglio 2012

Mozambico

SOZINHO

Scrivere perché si è viaggiato o viaggiare per scrivere. Gianni Bauce l’Africa l’ha scoperta per entrambi questi motivi. Già esperto conoscitore dell’Africa Australe, il Mozambico lo ha visitato per scrivere la guida Polaris ‘Mozambico, un nuovo antico paese’. Un’esperienza diversa per l’autore abituato ad attingere da un copioso archivio di fotografie, documenti, filmati, diari accumulati durante gli anni trascorsi nel continente africano. Per il Mozanbico parte, viaggia ed esplora ogni angolo del paese per poterne attingere la conoscenza, le nozioni da trasmettere nella sua guida.

La parte più viva e personale di questo viaggio in Mozambico è raccontata in questo breve romanzo, Sozinho. Il retroscena della guida turistica in cui si trovano le avventure personali, gli incontri, gli stati d’animo dell’autore.

Una raccolta di storie semplici rimaste nel cuore di un muhlungu (uomo bianco) che viaggia solitario nell’Africa di piccoli villagi, il cui nome non compare nemmeno su una chapa malandata.

Scatti di un viaggio che parlano di paesaggi lontani dalla vegetazione color smeraldo tagliati da piste di terra rossa; di kopje di granito che si stagliano contro il cielo turchese dell’autunno africano, di persone dai volti d’ebano.

I tempi africani, che rendono tutto un’incognita incomprensibile ma tremendamente magica e lontana dal ritmo europeo. Le distanze così vicine e così lontane, da tenere bene a mente anche per compiere attività molto semplici come il rifornimento di carburante o la ricerca di un alloggio.

A bordo di una vecchia Land Rover noleggiata a Johannesburg, Gianni Bauce sviscera una terra ricca di bellezze naturali, foreste incontaminate e persone semplici. Non mancano i richiami della storia passata, quella fatta di incantevoli villette coloniali lungo la costa oceanica e di una vivace mondanità della capitale, Maputo. Ma anche di guerre intestine, di villaggi decadenti, di oppressi in lotta per conquistare i propri diritti. Di un‘indipendenza ottenuta nel 1975.

La storia di ieri che aiuta a capire il paese, così come si presenta oggi. Con le insegne decadenti e rugginose all‘arrivo nei paesini, in cui intravedere il nome del villaggio inciso sopra è la prima impresa.

Come un esperto conoscitore, Gianni Bauce racconta la sua esperienza non trascurando di dare i giusti spunti a chi vuole approfondire il paese. Un‘abile penna che sa ponderare le emozioni legate al suo vissuto e sa scegliere cosa raccontare di queste esperienze, in un linguaggio e in uno stile semplice, lineare che renderà piacevole la lettura.

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“Il torto del soldato è la sconfitta. La vittoria giustifica tutto”.
Partirei da questa affermazione di Erri De Luca, tratta dal suo ultimo libro “il torto del soldato” per spiegare perché vorrei la sconfitta della più bella Italia calcistica degli ultimi venti anni, non potrei sopportare l’ennesimo colpo di spugna sulla corruzione e il mal costume di calciatori e dirigenti giustificato dalla vittoria, che rende accettabile l’inaccettabile.
Penso che una sconfitta non toglierebbe niente alla squadra e a Prandelli, uomo di altro spessore, consacrerebbe alla storia una delle squadre nazionali (la Spagna) più forti di sempre per talenti individuali, gioco e risultati.
Dopo la sconfitta, fare i conti con la giustizia sarebbe più facile, dopo una vittoria impossibile.

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