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Posts Tagged ‘Mozambique’

Poelela Magazine 7

Poelela Magazine 7

Questo nuovo numero di Poelela Magazine esce con un po’ di ritardo!

Abbiamo voluto regalare ai nostri “followers” un numero davvero speciale, più ricco, in occasione del prossimo Natale. Oltre 100 pagine di racconti, curiosità, approfondimenti e fotografie si arricchiscono di una nuova rubrica di economia nella quale proviamo a descrivere il grande boom economico che sta investendo il Mozambico. 

E ancora… ampio spazio ai racconti dei viaggiatori. In questo numero Gianluca e Giovanna abbandonano i confort accidentali per attraversare il Mozambico da sud a nord con mezzi locali e di fortuna, perché la ragione stessa del viaggio é viaggiare (cit. Ivano Fossati). 

Siamo molto felici nel constatare che aumenta l’interesse nei confronti del nostro amato Mozambico, il numero di lettori e collaboratori del nostro magazine cresce ad ogni nuovo numero.  

Un ringraziamento davvero speciale a tutti

Buone Feste e felicitá per un fantastico 2015 da Laura, Nunzio e i collaboratori tutti di Poelela Magazine.

Ate ja

http://issuu.com/lagoapoelela/docs/poelela_magazine_n7_hd

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La capulana

“Capulana” è il nome che viene dato in Mozambico ai teli colorati che ogni donna possiede. Pare che la loro introduzione nel paese sia relativamente recente, circa due secoli, eppure senza le capulane il volto del Mozambico (e della maggior parte dei paesi africani) non sarebbe lo stesso.

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 Ploceus subaureus  (Smith, A, 1839)

Tessitore Dorato

Tessitore Dorato

Africa Golden-Weaver

African Golden Weaver

African Golden Weaver

Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Ploceidae
Genere: Ploceidae Cuvier
Specie: Ploceus subaureus
Tessitore Dorato sugli alberi della Lagoa

Tessitore Dorato sugli alberi della Lagoa

Feeding

Feeding

feeding parte 2

feeding parte 2

Da alcuni giorni, gli alberi intorno alla nostra casa in Mozambico, sulle rive del Lagoa Poelela nella provincia di Inhambane, si sono popolati di una miriade di macchie gialle.

Ploceus Subaureus

Ploceus Subaureus

Sono i tessitori dorati nome scientifico Ploceus subaureus in inglese Africa Golden-Weaver (Smith, A, 1839)

Sono dei Passeriformi della famiglia delle Ploceidae.

African Golden Weaver

African Golden Weaver

Sono quasi completamente giallo pallido, la parte superiore leggermente più verde quando non sono nella stagione dell’amore, gli immaturi assomigliano alle femmine. I maschi hanno gli occhi rossi, le femmine tendente al marrone.

African Golden Weaver

African Golden Weaver

Vivono in coppie e stormi sul litorale orientale dell’Africa sub equatoriale in Kenya, Malawi, Mozambico, Sud Africa e Tanzania.

Si spostano verso l’interno lungo i fiumi.

African Golden Weaver

African Golden Weaver

L’accoppiamento avviene in canneti e alberi sul fiume e le lagune, quando non sono nel periodo di accoppiamento si spostano nella boscaglia fluviale e il bosco adiacente.

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Anthreptes Collaris (Vieillot, 1819)

Collared Sunbird

Nettarina dal Collare

Nettarina dal Collare

Classe: Aves
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Nectariniidae
Genere: Hedydipna
Specie: H. collaris

La Nettarina dal Collare è infatti prevalentemente insettivora. Il suo volo grazie alle ali corte è veloce e diretto. La maggior parte delle specie di Nettarine, può prendere il nettare in Hovering (sbattendo le ali sospese nell’aria) come fa il Colibrì, ma di solito si appoggia sui rami per alimentarsi la maggior parte del tempo.

 leggi il resto dell’articolo su Poelela Magazine

http://issuu.com/lagoapoelela/docs/poelela_magazine_n5/33

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PARCO DELLA PACE

Stando a quanto rivela Live Science, sembrerebbe che i bracconieri abbiano ucciso tutti gli esemplari che vivevano nel Parco nazionale del Limpopo, una grande riserva naturale del Mozambico.

Gli amministratori del parco hanno annunciato l’estinzione dei rinoceronti, avvenuta per colpa del commercio illegale dei corni, molto richiesti dai mercati cinesi e vietnamiti.

Il problema più grande è che alcuni dei lavoratori del parco sono coinvolti nel bracconaggio, che sfrutta la corruzione come chiavistello per introdursi nei parchi e sterminare animali.

Famiglia di Elefanti al Gorongosa NP

Famiglia di Elefanti al Gorongosa NP

E’ in corso una polemica fra gli ecologisti a proposito della popolazione di pachidermi nel Kruger National Park in Sud Africa. “Sono troppi” e distruggono l’ambiente secondo l’ex direttore del parco Salomon Joubert. “Non sono troppi” e l’ambiente è in buona salute secondo l’ecologista Sam Ferreira. Nel 1994 si contavano circa 8000 esemplari che aumentavano al ritmo del 6.5% all’anno, di quel passo sarebbero divenuti 24.500 entro il 2012. Invece il censimento dell’anno scorso ne ha contati 16.700, segno che la natalità è diminuita grazie a meccanismi naturali di controllo. Tutto il contrario di quanto avviene nel confinante Mozambico, dove gli elefanti e i rinoceronti stanno scomparendo a ritmi spaventosi. Nel 2011 una ricognizione nell’aerea della Riserva del Niassa ha contato 2667 carcasse di elefanti uccisi dai bracconieri per prelevarne le zanne da vendere ai mercati Orientali. Quando non ci saranno più elefanti e rinoceronti nel Mozambico, molto presto purtroppo, il timore è che la pressione dei bracconieri aumenterà nel Kruger. Recentemente il governo sudafricano ha deciso di impiegare nel pattugliamento anche le forze armate per un maggiore controllo.

Parco Nazionale del Gorongosa

Parco Nazionale del Gorongosa

Sempre più urgente è la necessità di accelerare il progetto di parco Trasfrontaliero (Parco della Pace) tra Kruger N.P. in Sud Africa, Limpopo N.P. in Mozambico e Gonarezhou N.P. in Zimbabwe. E’ fondamentale creare una cultura eco-sostenibile che promuova un turismo consapevole e responsabile a sostegno dello sviluppo delle economie dei paesi interessati al progetto.

Solo l’unione e l’azione coesa tra i paesi africani permetteranno la conservazione e la salvaguardia dell’intero patrimonio ecologico di questo continente così meraviglioso.

Questo articolo è stato pubblicato sul nuovo numero di Poelela Magazine

http://www.lagoapoelela.com/blog/poelela-magazine-n4/

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Samora Machel

Oggi 19 ottobre 2012, ricorre il 26-esimo anniversario della morte del primo presidente del Mozambico Samora Machel. L’aereo presidenziale, un Tupolev TU-134 di fabbricazione sovietica, la notte del 19 ottobre 1986, si schiantò 150 metri all’interno del territorio Sud Africano, contro una collina vicino alle montagne Lebombo, nella zona Mbuzini. Ci furono solo nove sopravvissuti; Machel e altre 24 persone (inclusi membri del governo) morirono. Diverse fonti sollevarono il sospetto che il regime del Sudafrica fosse coinvolto, ma le indagini (condotte congiuntamente da Sudafrica, Mozambico, l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile e l’Unione Sovietica) non giunsero mai a una prova conclusiva in merito (solo la delegazione sovietica sostenne apertamente il coinvolgimento del Sudafrica). Il governo Mandela, all’indomani della caduta del regime bianco dell’apartheid, riaprì le indagini nel contesto dei lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione; anche in questo caso la questione non fu risolta. La vedova di Machel, Graça Machel, sta ancora portando avanti le ricerche (nel 1998, Graça Machel ha sposato Mandela, diventando first lady del Sudafrica dopo esserlo stata del Mozambico).

Nel 2007, Jacinto Veloso, uno dei più fedeli alleati di Machel nel Frelimo, ha pubblicato le sue memorie (Memórias em Voo Rasante, editore: Papa-Letras, Lisbona), dove afferma che la morte d

el presidente del Mozambico è stata dovuta ad una cospirazione tra i servizi segreti sudafricani e sovietici, che avrebbero delle ragioni per eliminarlo.

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Arrivando da sud, sulla EN1, raggiunta la cittadina di Lindela, ci si imbatte in un bivio asfaltato, cosa ancora rara in Mozambico, la maggior parte delle strade secondarie qui é infatti di terra battuta.

20120921-102415.jpgCiò che permette di conservare questa sorta di non contaminazione è la presenza al di là della baia della città di Maxixe, a soli 4 km di distanza. Le due cittadine sono collegate tra di loro da un fitto servizio di piccoli traghetti che per la modica cifra di 10 Meticais, trasportano ininterrottamente da una sponda all’altra sciami di persone con i loro carichi.

A Maxixe è stata trasferita parte degli uffici della pubblica amministrazione, sono sorti supermercati, negozi, piccoli ristoranti e punti di ristoro, che assorbono ogni giorno gran parte del traffico cittadino. Inhambane placida e
sonnecchiante si muove al ritmo delle maree, oggi vive prevalentemente di pesca e per riflesso, delle briciole del turismo in transito per la Praia di Tofo e Ponta Barra.

 

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